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Savoiardo in Baviera
di danilele

Monaco di Baviera e dintorni...

Il povero poeta di Carl Spitzweg

Scritto da danilele il 02/06/2009

Alla Agnes Bernauer, nata nel 1410 ad Ausburg e morta a Straubing nel 1435, è dedicata una strada non solo perché fu l’amata e fors’anche la prima moglie del duca Albrecht III ma sopratutto perché mal sopportata dal padre del duca per le sue umili origini venne fatta annegare nel Danubio e da allora è oggetto di una rappresentazione teatrale a Straubing ogni quattro anni.

Ebbene proseguendo tale strade per uscire da Monaco si raggiunge Pasing, quartiere attualmente di Monaco, ma che sino al 1938 era un paese a se stante adiacente ma non compreso nella città.

Poi cominciano i campi verdi e coltivati e si raggiungono paesi di tanto in tanto come Germering sino ad un centro piuttosto importante: Fürstenfeldbruck che altro non è se non il “terreno del principe” nei pressi del ponte.

Qui, più precisamente presso il paesino di Unterpfaffenhofen è nato Carl Spitzweg nel 1808 e la Deutsche Post per il bicentenario della sua nascita ha emesso un francobollo dedicato a questo farmacista di professione ma pittore autodidatta che privilegiava il quadro di piccolo formato e tratteggiava con fine umorismo e doppi sensi i limiti della mentalità piccolo borghese del suo tempo.

Il francobollo riproduce un quadro che troverete nella Neue Pinakothek a Monaco, Il poeta povero, in cui un uomo tiene, disteso su un materasso con cuscini nell’angolo di una soffitta alquanto scarna e poco illuminata da una finestra laterale, tra le dita una pulce che si appresta a schiacciare.

Nella misera vita quotidiana del poeta sono presenti fasci di manoscritti che altro non servono se non per alimentare la stufa. Un ombrello, dell’inchiostro, qualche abito consumato ornano la vita del pover’uomo che accecato dall’entusiasmo vorrebbe rappresentare l’idealismo accademico.

Tutto questo per dire che ora a Monaco, da queste parti vivo anch’io e trovo particolarmente bello questo quadro che vi invito venire a vedere. Non solo per la sua bellezza, non solo perché è presente in questa che è la mia nuova città, ma anche perché un povero poeta stimo di esserlo anch’io: dilettante e ingenuo al punto da compiacersi di esser condiviso.

Dunque il quadro è a vostra disposizione, la mia più recente poesia la aggiungo qui sotto.
Perdonate l’audacia.

Cosa canti?

Ecco son seduto sopra il prato
qui davanti
alla mia casa, dirti quanti?
Non l'ho proprio immaginato

Fino ad ora non ci avevo fatto caso
cosa canti?
scrivo versi sono invaso
da uccelletti festeggianti.

Quanto sono in pace, sono fiero
che di tanto affaccendare
sia piuttosto questo passeggero
cinguettare

carico di niente, naturale
permanente,
dentro il vuoto della mente
a ronzare

Niente è confortante
e sconfortante
che scoprire in un istante
niente è più importante.

Cantano gli uccelli sono tante
voci dietro alcune piante.






Questo articolo è stato votato da 2 lettori e ha una media voto di 6,5.

Commenti a questo articolo:
COMPLIMENTI PER I TUOI VERSI, TI AUGURO UN GIORNO TU DIVENTI FAMOSO.
DA GIOVANE HO STUDIATO A MONACO ,UNA BELLA CITTA' "BEATO TE CHE SEI LI" IO LA RIMPIANGO SPESSO, CE' CHI NASCE CON LA CAMICIA COME TE E CHI COME ME SOGNA DI TORNARCI.
CHISSA' SE CI INCOTREREMO UN GIORNO.
CIAO, JO.PS. VOTO 3,PERCHE' DEVI APPROFONDIRTI DI PIU'SULLA LETTERATURA, PERO' SEI SULLA BUONA STRADA.

Scritto da jonnylamericano il 21/06/2009 17:05